La Capanna dell'Anima Giuseppina Rotondi - Professionista Olistico
Home » Brain Gym

Brain Gym

Cosa è il Brain Gym®

Cosa è il Brain Gym® - La Capanna dell'Anima

 


Il BRAIN GYM®, ginnastica per il cervello, fa parte della Kinesiologia Educativa. Ha conosciuto il suo primo sviluppo agli inizi degli anni ’80 per merito dello psicopedagogista Paul Dennison e dei suoi studi nell’ambito dei processi di apprendimento attraverso il movimento.

Nel 1991 è stato riconosciuto come una delle migliori tecniche per il training dell’apprendimento dalla National Learning Foundation.
Da diversi anni viene praticato con successo negli ambiti più vari (scolastico, musicale, lavorativo, sportivo) sia negli Stati Uniti che in Europa (Inghilterra, Scandinavia, Germania, Francia, Svizzera).
Il Brain Gym® è nato in risposta ai bisogni di bambini con difficoltà scolastiche come dislessia, disgrafia, discalculia, ed è rivolto inoltre a tutti gli adulti che desiderano attingere naturalmente e in modo globale alle proprie capacità intellettive, al fine di dare il meglio di se stessi.
Il Brain Gym® si fonda su una serie di movimenti con i quali vengono attivate funzioni cognitive, quali la comprensione, la comunicazione e l’organizzazione, elementi essenziali in ogni ambito della vita quotidiana.
Inoltre, attraverso test muscolari, consente di individuare l’origine delle difficoltà, rilassare il corpo e trovare quali esercizi possano essere efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo in esame.
L’equilibrio raggiunto tra ragione - emozione - istinto evita l’accumulo di stress psicofisico (causa di scarsa memoria, stati confusionali e disorganizzazione) rafforzando l’autostima e la sicurezza nelle proprie capacità.
 


GIUSEPPINA ROTONDI (Brain Gym Teacher) è consulente autorizzata da:
EDUK-BRAINGYM® NETWORK ITALIA, l'unica associazione italiana approvata e riconosciuta ufficialmente come affiliata alla Educational Kinesiology Foundation Ventura California USA. 


Corso di Formazione Brain Gym 101

CORSI BRAIN GYM 101 A BOLOGNA

Corso di Formazione aperto a tutti, in particolare: Insegnanti, Pedagogisti, Educatori, Personal Trainer, Allenatori sportivi, Studenti universitari, Genitori (tot. 32 ore) 

3 - 4 - 5 - 6 Agosto 2017 (32 ore)

In questo corso, considerato la base di tutto il percorso formativo, i partecipanti impareranno come usare i 26 movimenti di Brain Gym® e come applicare le procedure dei bilanciamenti seguendo le 5 tappe fondamentali per facilitare ogni nuovo apprendimento.
Il corso è aperto a tutti ed è il primo step nella formazione professionale per diventare consulenti e insegnanti di Brain Gym®.


Rilascio del certificato ufficiale della Educational Kinesiology Foundation Ventura California, USA - (Brain Gym® International).
E' la base per diventare Brain Gym Instructor&Consultant
  


Brain Gym è un marchio registrato della Educational Kinesiology Foundation, Ventura, CA


Conoscenza e sperimentazione dei 26 esercizi di Brain Gym

Per imparare a conoscere il Brain Gym® e sperimentare personalmente i 26 movimenti che consentono:
- di attivare ed integrare i due emisferi cerebrali per una migliore coordinazione motoria, visiva, uditiva, sviluppando le capacità di lettura
e scrittura, rafforzando l’autostima e la fiducia in se stessi.
- di stimolare ed integrare la tridimensionalità in cui lavora il nostro cervello, per ottenere maggior successo nella matematica e sviluppare oltre che la creatività anche la comprensione, la comunicazione e l’organizzazione.


Apprendere con il movimento

Atteggiamento positivo - vedere - ascoltare - scrivere - movimenti corporei

Imparare ad usare il test muscolare kinesiologico.
- Imparare a formulare un obiettivo “positivo, attivo, chiaro, energetico”.
- Individuare con il test muscolare le difficoltà che vi sono rispetto all’obiettivo (motivazione, vista, lettura, coordinazione occhio-mano, ascolto e comprensione, scrittura, movimenti corporei).
- Individuare gli esercizi Brain Gym® attraverso i quali, sviluppando l’integrazione tra i due emisferi cerebrali, si arriva al bilanciamento tra mente e corpo per favorire il raggiungimento dell’obiettivo. 

Comunicazione - organizzazione - comprensione
- Imparare i tre specifici test muscolari kinesiologici attraverso i quali si individua la dimensione (Lateralità / Centraggio / Focus) in cui vi sono le maggiori difficoltà rispetto all’obiettivo prefissato.
- Individuare gli esercizi Brain Gym® che favoriscono l’integrazione multidimensionale e che aiuteranno il sistema mente - corpo ad attingere a tutte le proprie potenzialità per il raggiungimento dell’obiettivo.


La Capanna dell'Anima di Giuseppina Rotondi
Via Caivola, 2 (Borgo Lavacchiello)
40050 Monterenzio - Bologna 
Tel. 333 1015344
giuseppina.rotondi@yahoo.it
 

Approfondimenti...

Approfondimenti... - La Capanna dell'Anima

Il Brain Gym e i suoi movimenti

La Kinesiologia Educativa alla quale il Brain Gym appartiene etimologicamente deriva da:
 
Kinesis, dal greco, che vuol dire movimento
Logos, dal greco, che vuol dire scienza
Educere, dal latino, che vuol dire tirar fuori

Quindi Kinesiologia educativa significa letteralmente “tirare fuori attraverso il movimento”.
La Kinesiologia, in generale, viene definita come “lo studio scientifico del movimento del corpo” in quanto nasce dal presupposto che il corpo, attraverso lo strumento del test muscolare, è in grado di dare risposte dirette, senza passare dai filtri della mente.
Infatti, lo scopo principale della Kinesiologia è quello di attingere alla saggezza del corpo al fine di ristabilire nella persona l’equilibrio energetico indebolito dai tanti condizionamenti, compensazioni e abitudini che, giorno dopo giorno, vanno ad influire sulla struttura psicofisica ed emozionale.
Il Brain Gym, letteralmente ginnastica del cervello, è un ramo della Kinesiologia cosiddetta Educativa che, a differenza di quella Applicata, materia esclusivamente dei medici kinesiologi, si occupa di riequilibrare il sistema corpo-mente attraverso l’educazione al movimento e non attraverso interventi diretti sul corpo.
E’ una ginnastica composta da 26 esercizi fisici semplici, divertenti e soprattutto alla portata di tutti che aiutano, attraverso il movimento, a risvegliare il cervello in ogni sua parte e dimensione.
E’ una tecnica per l’apprendimento sviluppata agli inizi degli anni ’80 dallo psicopedagogista Paul Dennison, affetto da una forte dislessia fin dalla più tenera età e nel 1991, è stata riconosciuta come una delle migliori tecniche per il training di apprendimento dalla National Learning Foundation.
Il Brain Gym è nato grazie al lavoro svolto da Paul Dennison all’interno della scuola dove, stando a stretto contatto con bambini con difficoltà di apprendimento, ha potuto osservare da vicino la stretta relazione che esiste tra corpo e cervello.
Infatti il Brain Gym è nato proprio in risposta ai bisogni di bambini con difficoltà scolastiche come dislessia, disgrafia, discalculia.
Dennison ha potuto osservare che la causa principale delle difficoltà di apprendimento è lo stress che si manifesta nel momento in cui stiamo imparando qualcosa di nuovo.
Infatti, il nuovo apprendimento implica anche l’intervento di quelle parti del cervello che di solito, nell’automatizzazione delle azioni conosciute, rimangono assopite o utilizzate in maniera ridotta.
Inoltre, Dennison, ha osservato come il corpo reagisce a queste situazioni e la relazione che esso ha con il cervello.
Per esempio, i suoi allievi che presentavano difficoltà nel ripetere una lezione verbalmente, assumevano una postura molto indietreggiata rispetto alla linea di partecipazione del corpo, linea che invece dovrebbe cadere dritta dall’orecchio a metà del piede.
Quando c’è stress e paura di sbagliare, i tendini posteriori delle gambe tendono ad accorciarsi, soprattutto nella parte del polpaccio, dal tallone di Achille al ginocchio.
Questo è dovuto al riflesso istintivo della contrazione dei muscoli di fronte a eventi ritenuti rischiosi.
Se i muscoli del corpo sono contratti, impediscono il normale fluire del sangue e dell’ossigeno al cervello, riducendone le sue potenzialità e rallentando il flusso di energia elettromagnetica attraverso i meridiani.
Questa energia serve a tenere attivi i collegamenti nervosi fra corpo e cervello e serve principalmente ad attivare il flusso delle informazioni e dei segnali elettrici che viaggiano avanti e indietro tra gli organi sensoriali e il cervello.
Dennison vide che quando questi bambini eseguivano alcuni esercizi di allungamento, la loro capacità di espressione migliorava notevolmente.
E così accadeva anche con altri tipi di problematiche: più il corpo si muoveva in un certo modo e più la capacità di apprendimento aumentava.
Infatti il motto del Brain Gym è: “Il movimento è la porta per l’apprendimento”.
Muovendo in un determinato modo una mano, un braccio, una gamba, o massaggiando dei punti specifici sul corpo, si riattivano quelle parti del cervello che non siamo abituati ad usare, ristabilendo così la nostra potenzialità cerebrale.
Ne deriva che ogni bambino normodotato ha la stessa capacità di apprendimento e che le difficoltà dipendono da quanto stress arriva a prosciugare la rete dei neuroni che tiene in collegamento le varie parti del cervello.
Nel Brain Gym lo stress non è inteso come logorio della vita moderna, ma proprio come apprendimento delle cose nuove.
Ogni volta che ci approcciamo ad imparare qualcosa di nuovo, fisiologicamente il nostro cervello entra a lavorare prevalentemente con l’emisfero dominante, questa condizione nel Brain Gym si chiama stress.
Il Brain Gym aiuta ad integrare ogni parte del cervello in tutte e tre le dimensioni in cui esso lavora:
1) la Dimensione della Lateralità (destra e sinistra), collegata a tutto ciò che è comunicazione, interessa la cooperazione tra i due emisferi cerebrali, destro (globale e ricettivo) e sinistro (logico e reattivo). A questa dimensione appartengono dieci esercizi che nella loro esecuzione permettono al corpo di fare dei movimenti incrociati che attraversano la linea mediana, cioè la linea che divide il corpo a metà per il lungo. Hanno lo scopo principale di far cooperare gli occhi, le orecchie, i piedi e le mani, in modo da avere un apprendimento completo e facilitato. Per esempio, l’occhio destro vede solo l’albero ma non il bosco, l’occhio sinistro guarda il bosco ma non l’albero, con questi esercizi gli occhi guarderanno il bosco e l’albero.
Durante l’ascolto di una canzone, l’orecchio destro ascolta le parole e quello sinistro la melodia, cooperando, le due orecchie, ascoltano la canzone nel suo insieme. In un’attività come la scrittura, per esempio, la mano che scrive ha bisogno di cooperare con l’occhio dominante. In molti bambini con problemi di lettura e di scrittura si è rivelato questa difficoltà di coordinazione, che grazie al Brain Gym è migliorata moltissimo.
2) la Dimensione del Centratura (alto e basso), collegata a tutto ciò che è organizzazione, sia interiore che esteriore, interessa lo scambio di informazioni tra la parte centrale del cervello (parte emozionale) e la parte superiore (parte razionale).
A questa dimensione appartengono nove esercizi, tra cui il bere acqua.
Il nostro cervello è fatto del 90% di acqua e la calotta cranica è la prima parte del corpo a disidratarsi.
Inoltre l’acqua è il conduttore di energia per eccellenza e quando non abbiamo sufficiente quantità di acqua nelle nostre fibre nervose, le informazioni tra corpo e cervello sono ridotte e rallentate e possiamo eseguire gli esercizi per ore, senza ottenere alcun risultato positivo.
Gli esercizi consistono in piccoli massaggi su punti specifici dei meridiani e servono a riattivare il flusso elettromagnetico per un’ottima funzionalità dei collegamenti nervosi tra corpo e cervello. Lo scopo principale è quello di ristabilire lo scambio di informazioni tra la parte antica del cervello, il tronco, sede delle emozioni, e la parte superiore, la corteccia, sede della ragione.
Se questo scambio è debole, una persona sarà portata a vivere o in preda alle sue emozioni o in modo estremamente razionale.
Trovando il giusto equilibrio tra queste due parti, riusciamo ad essere ben organizzati sia nei pensieri che nelle azioni.
Questi esercizi aiutano anche ad avere un atteggiamento sociale più disteso e pacifico perché alleviano l’ansia e la paura.
3) la Dimensione della Focalizzazione (avanti e dietro) collegata a tutto ciò che è comprensione, interessa lo scambio tra la parte posteriore del cervello che registra ogni tipo di apprendimento, e la parte anteriore che lo elabora, lo analizza e lo integra.
Gli esercizi sono sei e consistono in specifici esercizi di allungamento.
Essi aiutano a distendere i tendini soprattutto quelli posteriori delle gambe che, in riflesso allo stress e alla paura di andare avanti, tendono a ritrarsi e ad accorciarsi.
Allungando determinati muscoli, si ristabilisce nel cervello il “ponte” tra la parte posteriore, cosiddetta “biblioteca” che contiene ogni esperienza vissuta, e la parte anteriore, cosiddetta “coscienza”, dove queste esperienze possono essere elaborate razionalmente ed essere utilizzate come un tesoro a favore di nuovi progetti.
Se questo passaggio ha poca energia, una persona sarà portata a vivere o solo nel passato o solo nel futuro.
Questi esercizi aiutano a rimettere la persona in asse sulla linea di partecipazione che va dall’orecchio alla metà del piede e ad avere una visione equilibrata delle cose che accadono dentro e intorno a lei.
Dare una spiegazione sommaria di come agisce il Brain Gym e in cosa esso consiste, mi ha aiutato ad esporre due concetti fondamentali per il mio lavoro olistico: la stretta relazione che c’è tra il cervello e il corpo, inteso come fisico, emozione e spirito e come il comportamento e il modo di affrontare la vita possano cambiare a seconda di quali parti del cervello vengono usate prevalentemente.
Per esempio, se una persona, nonostante l’impegno, non ce la fa a portare a termine un progetto, può darsi che usi prevalentemente la parte posteriore del cervello, rendendolo insicuro e incapace di andare verso cose nuove e sconosciute.
In tale condizione, infatti, si crea una situazione di blocco, rallentando il passaggio delle informazioni alla parte anteriore razionale del cervello che invece ha il compito di ridonare fiducia nel futuro e di trovare una giusta soluzione per la realizzazione dell’idea e del progetto.
Anche nel lavoro con i bambini, soprattutto all’interno dell’ambito scolastico, mi aiuta molto conoscere il loro profilo emisferico, cioè quali sono le parti del corpo che usano prevalentemente, e quale è il loro emisfero dominante.
Infatti, un bambino di emisfero destro, quando dovrà entrare alla scuola elementare, sarà sottoposto ad un maggiore sforzo rispetto ad un bambino di emisfero sinistro, in quanto la scuola richiede continuamente l’attività logica e lineare.
A volte questi bambini vengono definiti ritardati nell’apprendimento, quando invece avrebbero solo bisogno di canali diversi e…di tanto Brain Gym per aiutare la cooperazione di entrambi di emisferi.
Anche un bambino che ha paura della maestra, può darsi che abbia un collegamento povero di neuroni tra il sistema limbico e la corteccia razionale.
Con un paio di esercizi di Brain Gym è possibile rilassare l’ansia, aiutandolo ad essere aperto e positivo verso la scuola e a vedere la maestra per quello che in realtà è.
Rispetto alle tre dimensioni di cui ho parlato sopra, il Brain Gym serve non solo a riattivare i collegamenti neuronali all’interno di ognuna di esse, ma anche a risvegliare il collegamento da una all’altra.
Inoltre, con il test muscolare kinesiologico, il Brain Gym permette di individuare quale di queste dimensioni va in deficit rispetto ad un determinato obiettivo e, individuando, sempre con il test muscolare, gli esercizi adatti a riattivarla e reintegrarla, si può raggiungere l’equilibrio che permette di attingere a tutte le potenzialità e di andare verso l’obiettivo in esame con meno stress e più fiducia.
Nel mio lavoro di counselor e di costellatrice è stato molto importante venire a sapere della diretta connessione che esiste tra cuore e cervello e come essa si manifesta.
Poco tempo fa, in un interessantissimo seminario di aggiornamento con la biologa americana Carla Hannaford, autrice del libro “Risvegliare il cuore bambino”, sono venuta a conoscenza di alcuni studi scientifici che hanno messo in evidenza come sia il cuore ad influenzare le funzioni del cervello e non il contrario.
Infatti, quando accade o sta per accadere qualcosa di nuovo, la parte razionale è l’ultima a saperlo, mentre il resto del corpo ha già ricevuto e risposto agli stimoli arrivati.
Se i segnali che arrivano dal cuore sono regolari, cioè all’unisono con quelli del cervello, si crea una situazione cosiddetta di “coerenza” che permette di avere un comportamento coerente al proprio sentire e un apprendimento ottimale.
Se invece sono irregolari, cioè non coerenti, si avrà un comportamento di attacco o di fuga.
Se il pensiero razionale è prevalente, i ritmi cardiaco-cerebrale non sono in uno stato di coerenza e la loro dissonanza genera stati di stress e di non presenza.
Solo quando cuore e cervello pulsano all’unisono, siamo veramente in grado di essere aperti e presenti.
Sia il cuore che il cervello hanno la capacità di emanare vibrazioni talmente alte da essere percepite anche a lunga distanza.
Questo comporta che, quando due persone sono vicine fisicamente, entrano l’una nel campo cardiaco-cerebrale dell’altra.
Grazie a questi recenti studi e a nuovi strumenti di misurazione, è stato appurato che le vibrazioni del cuore hanno molta più capacità di espansione di quelle cerebrali, in quanto l’ampiezza dell’energia cardiaca è molto più vasta di quella del cervello.
Per questo, il mio stato di coerenza ha la capacità di influenzare il campo elettromagnetico di chi mi sta vicino facendolo diventare anch’esso coerente e regolare.
Nel mio lavoro, prima degli incontri, sento molto il bisogno di trovare il mio stato di coerenza, in modo da essere totalmente presente ad accogliere i clienti, donando loro onde di frequenza positiva.
La sintonia tra il cuore e il cervello può essere attivata e favorita da alcuni esercizi specifici del Brain Gym, dalla musica e dal movimento corporeo in generale.
Anche Eistein, si dice, che per trovare la soluzione ad un problema, aveva bisogno di muoversi e di andare a fare una bella passeggiata nel verde!

Brain Gym, Kinesiologia Educativa
La mia definizione semplicistica della Kinesiologia è: scienza/medicina alternativa in cui il corpo, grazie alle risposte dei suoi muscoli, ha la possibilità di esprimere la “sua verità” senza che questa venga filtrata e alterata dai “films” della mente. Lo scopo principale della Kinesiologia è quello di attingere alla consapevolezza del corpo per ristabilire nella persona l’equilibrio indebolito da condizionamenti, compensazioni e abitudini emotive che influiscono non solo sulla struttura fisica, ma su tutto il sistema. La Kinesiologia Educativa, come tutte le tecniche olistiche, ha lo scopo di riportare la persona alla sua integrità, alla consapevolezza di essere ancora una persona capace di intendere e di volere, con una forza vitale per desiderare ancora, per avere ancora degli obiettivi, delle mete da raggiungere, con coraggio, con equilibrio, con un cuore che batte… e con tante altre qualità e risorse messe a sua disposizione dall’Universo.

 
Brain Gym, (ginnastica del cervello)
La maggior parte delle persone che sono arrivate da me fino ad oggi, lo hanno fatto perché attirate da questa parola “Brain Gym”, che tradotta in italiano significa “ginnastica del cervello”. Alcune di loro mi hanno detto chiaramente che avevano preso un appuntamento pensando di venire a fare un lavoro esclusivamente sul funzionamento del loro cervello per potenziare memoria e capacità di ragionamento. E così, adesso, quando chiamano per avere un appuntamento di Brain Gym, specifico che io non faccio eseguire tests attitudinali per tenere allenate o potenziare le funzioni intellettive. Un uomo, addirittura, quando gli chiesi se conosceva il Brain Gym, mi rispose: “Si, certo, ora fanno la pubblicità anche in televisione! Ce l’hanno tutti!”. Io che non guardo mai la TV dissi esterrefatta: “Davvero?! Non ci posso credere che fanno la pubblicità del Brain Gym!”. E poi capii che si trattava della pubblicità di un “macchinino” che ti fa fare tanti tests di matematica, di memoria visiva, di cruciverba, ecc. ecc… Il controllo e la gestione della propria vita e di se stessi “purtroppo” non dipende esclusivamente dalla mente e dal cervello, perché il cervello è un organo del nostro corpo, né più né meno degli altri, e proprio come gli altri, è soggetto a combinazioni chimiche, a traumi emotivi, a schemi comportamentali, e tanto altro. E’ correlato a tutto il resto del corpo e alle emozioni e non può essere considerato un organo con una vita indipendente. Nel cervello sono collocate la maggior parte delle ghiandole che sprigionano ormoni e gli ormoni agiscono sull’umore e l’umore agisce su tutto: stato fisico, emozionale, psicologico, spirituale e di conseguenza anche sulla percezione e sull’andamento del  mondo che ci circonda.  Il cervello non è una scatola chiusa, ma vive in relazione con il resto del corpo e dello spirito e per essere sano ha bisogno che tutta la “macchina” sia in equilibrio e in armonia. Per funzionare al massimo del suo potenziale, il nostro cervello ha bisogno che il corpo non gli procuri stress, ha bisogno cioè che il messaggio che gli arriva attraverso i sensi ed il movimento corporeo sia ripetitivo e automatizzato e quindi già integrato a tutti i livelli (mente, corpo e spirito). Infatti, lo stress cerebrale si genera soprattutto quando il corpo deve muoversi in situazioni nuove di apprendimento e noi sappiamo che questa condizione, nel “logorio della vita moderna”, è praticamente impossibile, c’è sempre qualcosa di nuovo da apprendere e da imparare, ogni giorno e in ogni momento…a parte quando entri nel movimento automatizzato dello stirare o del tagliare le zucchine a rondelle… Io non vedo l’ora, quando sono stressata, di avere un po’ di tempo per mettermi a stirare ed entrare un po’ nella meditazione della ripetitività. In presenza di una nuova situazione e quindi in fase di apprendimento, il nostro corpo può avere molteplici reazioni (dal blocco fisico alla chiusura emotiva, dalla mancanza di stima e di fiducia alla difesa, dalla paura di sbagliare alla mancanza di motivazione) e, siccome ogni movimento corporeo, compreso quello facciale, è collegato ad un’area specifica della corteccia cerebrale, di conseguenza anche il cervello, in questa situazione, non viene utilizzato al pieno delle sue capacità tridimensionali.
Poco tempo fa, in un interessantissimo seminario di aggiornamento con la biologa americana Carla Hannaford, ho appreso che sono in atto studi scientifici sulla diretta connessione tra il cuore ed il cervello e che è il cuore a formare un circuito energetico che regola la funzione del cervello e non il contrario: quando accade qualcosa di nuovo, la mente, intesa come coscienza, è l’ultima a saperlo, mentre il resto del corpo ha già ricevuto e risposto allo stimolo arrivato.
Quando dai nostri “numerosi” sensi arrivano informazioni che procurano stress, il cuore accelera il suo ritmo perché tutto il nostro sistema è in allarme, la parte posteriore del ginocchio si contrae ed il tallone di Achille è pronto per correre, per questo siamo più soggetti a rotture o slogature; la nostra postura non è in equilibrio, perché sarà o troppo avanti per attaccare o troppo indietro per scappare e quindi i muscoli della schiena e degli addominali risultano sotto sforzo e doloranti.

Il cuore inoltre aiuta la produzione della dopamina che stimola l’entusiasmo nell’apprendimento e nel movimento; quando proviamo piacere il tasso di dopamina si alza, mentre in situazione di stress diminuisce lasciando il posto al cortisolo che dà la forza ai muscoli per scappare (in uno stato di depressione la dopamina è molto bassa). Inoltre tra il cuore e l’amigdala, ghiandola posta al centro del cervello, sede delle nostre emozioni, vi è uno scambio continuo di “messaggi”. Se i segnali che arrivano dal cuore sono regolari, cioè “coerenti” con quelli del cervello, l’amigdala attiva il sistema parasimpatico che determina un comportamento ed un apprendimento coerente ed ottimale, se invece i segnali sono irregolari, cioè non coerenti, viene attivato il sistema simpatico, quello cioè che determina un comportamento di attacco o di fuga.
Quando siamo troppo nel pensiero, i ritmi cardiaci e cerebrali sono in uno stato di non coerenza, cioè sono scollegati fra loro, generando una situazione di stress e uno stato di non presenza.

**********

Il Brain Gym è una tecnica sviluppata agli inizi degli anni ’80 dallo psicopedagogista Paul Dennison, affetto da una forte dislessia fin dalla più tenera età. Grazie al suo lavoro a stretto contatto con bambini con difficoltà di apprendimento, ha potuto osservare le loro posture e i loro diversi modi di muovere il corpo, a seconda della patologia da cui erano affetti.
Per esempio, nei bambini con difficoltà ad esprimere verbalmente quello che avevano studiato, notava una “linea di partecipazione” del corpo molto indietreggiata rispetto agli altri, dovuta ad un accorciamento dei tendini posteriori delle gambe, soprattutto del polpaccio, dal tallone di Achille al ginocchio, e che facendo alcuni esercizi di allungamento, la loro capacità di espressione migliorava notevolmente.
Partendo dal fatto che nella vita c’è sempre qualcosa da imparare, Paul Dennison ha esteso le sue osservazioni sul collegamento corpo – cervello ad ogni categoria di persone, dai bambini agli adulti, agli anziani, sviluppando così una serie di movimenti corporei, semplici e divertenti, adatti a tutti, che aiutano ad alleviare lo “stress della cosa nuova e difficile”.

Il motto del Brain Gym infatti è:

IL MOVIMENTO E’ LA PORTA PER L’APPRENDIMENTO

- Il cervello funziona in modo tridimensionale:

1) la Dimensione della Lateralità (destra e sinistra) collegata alla Comunicazione di ogni tipo

2) la Dimensione del Centraggio (alto e basso) collegata all’Organizzazione sia interna che esterna

3) la Dimensione della Focalizzazione (avanti e dietro) collegata alla Comprensione non solo scolastica

Per la Dimensione della Lateralità vi sono dieci esercizi che nella loro esecuzione permettono al corpo di fare dei movimenti incrociati che attraversano la “linea mediana”, cioè la linea che divide il nostro corpo in parte destra e parte sinistra.

Questo movimento stimola ed aiuta la comunicazione tra emisfero sinistro (logico) ed emisfero destro (globale), in modo da attingere contemporaneamente alle capacità di entrambi gli emisferi (l’emisfero sinistro guarda l’albero ma non il bosco, l’emisfero destro guarda il bosco ma non l’albero).

Per la Dimensione del Centraggio vi sono sette esercizi, tra cui bere acqua che è l’elemento base che permette all’energia di circolare nel nostro corpo, possiamo fare gli esercizi per ore, ma se non abbiamo sufficientemente acqua nelle nostre fibre nervose, i risultati sono vani.

Questi esercizi consistono in piccoli massaggi su punti specifici dei meridiani che riattivano il flusso elettromagnetico e quindi i collegamenti nervosi tra corpo e cervello.

Per la Dimensione della Focalizzazione vi sono sei esercizi di allungamento che aiutano ad equilibrare la percezione dell’obiettivo, ristabilendo e rinforzando il “ponte” tra la parte posteriore del cervello, chiamata anche “biblioteca”, e la parte anteriore, la cosiddetta “coscienza” quella che poi serve a mettere in pratica le cose apprese (“far tesoro delle esperienze vissute”).

Il Brain Gym, oltre all’esecuzione degli esercizi, prevede anche i cosiddetti Bilanciamenti dove la situazione nuova da automatizzare ed integrare diventa l’obiettivo da raggiungere e gli esercizi di Brain Gym, individuati con il test muscolare kinesiologico, diventano la “cura” per attivare ed integrare, rispetto a quel determinato obiettivo, la Dimensione del cervello il cui poco utilizzo genera stress ed affaticamento.

I bilanciamenti hanno inizio con la formulazione di un obiettivo positivo rispetto ad un tema che procura stress e preoccupazione (principali cause di indebolimento dell’energia vitale e globale).

Rinforzando ed integrando tutto il sistema, la persona, grazie soprattutto alla consapevolezza di ciò che avviene durante il bilanciamento, può ritrovare in sé quella forza vitale che permetterà di attuare nella propria vita quotidiana i cambiamenti necessari al raggiungimento dell’obiettivo preposto.

La definizione dell’obiettivo è un lavoro di grande spessore, la fase più delicata di tutto il bilanciamento, una volta formulatolo è già stato fatto il 70% del percorso.

A volte ci vuole quasi un’intera seduta per stabilire un obiettivo che risulti, grazie al test muscolare, positivo, attivo, chiaro ed energetico.

La spiegazione più semplice che uso quando mi chiedono cosa è un obiettivo, è:

Obiettivo = cosa voglio e come lo voglio.

Il desiderio è dentro di noi, vive insieme al battito del cuore, quello che vogliamo raggiungere già esiste, perché è già raggiunto su un altro livello, rimanere in ascolto del proprio centro con “le orecchie del cuore”, lascia affiorare qualcosa che dà gioia, che riempie, anche una piccola cosa, ma che possa essere realizzabile, non c’è bisogno di tante paroloni o di castelli in aria, una piccola grande cosa, per la nostra vita, lasciamola affiorare, portiamola alla luce, ascoltiamo il nostro corpo e sentiamo se c’è anche una piccola sensazione di benessere…è quello il nostro desiderio, il nostro obiettivo”.

La formulazione dell’obiettivo in qualsiasi tipo di bilanciamento, viene al primo posto delle cose da fare con una persona, e il più delle volte diventa il massimo traguardo, perché il resto del lavoro fluisce da solo.

Alcune volte basta scrivere nero su bianco l’obiettivo da raggiungere, che avviene l’integrazione dell’intero sistema fisico - mente - spirito.

Una volta stabilito l’obiettivo si procede al verificare con i test muscolari di ingresso, quale delle tre dimensioni del nostro sistema cerebrale “va in blocco” rispetto a quel determinato obiettivo e con una serie di attività predefinite per ogni dimensione, si arriva alla “cura” cioè agli esercizi Brain Gym adatti a riequilibrare e a riattivare la dimensione che risente maggiormente dello stress e della tensione quando si tratta di raggiungere l’obiettivo.

Per quanto riguarda tematiche di apprendimento scolastico che interessano maggiormente i bambini, i ragazzi e gli studenti in genere, inizialmente, di solito, si procede con il  bilanciamento di tutte quelle abilità che servono prevalentemente nello studio, come movitazione, ascolto integrato, movimenti oculari integrati, lettura, scrittura, movimenti corporei integrati, abilità che maggiormente interessano la dimensione della Lateralità cioè la dimensione che aiuta la cooperazione dei due emisferi destro e sinistro e che continuamente viene implicata nelle attività scolastiche; grazie al test muscolare, si individua la priorità su cui intervenire  e verranno eseguiti e assegnati a casa gli esercizi adatti al miglioramento e al riequilibrio della tematica preposta.

 

Brain Gym e disabilità
In situazioni di Handicap lo stress è molto alto in quanto la persona deve continuamente gestire il proprio stato di difficoltà con le numerosissime richieste che arrivano dalle dimensioni esterne (ambiente e persone che lo circondano).

Ho visto che quando il Brain Gym viene praticato da chi sta intorno al bambino (genitori, educatori, insegnanti…):

- si riesce a trovare l’equilibrio tra le richieste di apprendimento e le reali difficoltà dettate dall’handicap: non richiedere troppo ma neanche poco;

- la visione del lavoro da svolgere con lui arriva più chiara ed equilibrata, con meno ansia di prestazione e con richieste più adeguate alla situazione;

- non si rimane fissi sull’handicap, ma si inizia a vedere quali possono essere invece le potenzialità del bambino, il quale viene finalmente visto per quello che riesce a fare e non per quello che non riesce a fare;

- diminuiscono il senso di fallimento e la frustrazione da entrambe le parti;

- il bambino si sente alleggerito dall’ansia di prestazione e la paura di sbagliare ancora una volta lascia il posto alla voglia di aprirsi al nuovo e di rimettersi in gioco;

- meno ansia ha la persona che gli sta vicino, più lui si sente libero di esprimersi;

- il rilassamento e la centratura aiutano l’adulto a fare un passo indietro dal “problema” e a vederlo nella sua globalità, aiutano a stare nel momento e in quello che c’è, né più avanti né più indietro;

- anche la percezione del tempo cambia, i sensi sono aperti e predisposti solo verso il bambino momento per momento, oltre la sua disabilità.

Il B.G. pone la persona in uno stato di coerenza, cioè di presenza e di sintonia tra la ragione e l’emozione, ci aiuta a risultare veri verso sé stessi e verso gli altri e questo porta il più grande beneficio ai bambini, soprattutto nei casi di disabilità dove le “antenne di percezione” di un bambino, oltre ad essere sopraffini, hanno un raggio di estensione vastissimo!

************

Per quanto riguarda il bambino, premetto che ogni caso è a sé stante e va sicuramente tenuto conto del grado di disabilità.

Gli esercizi di B.G., a seconda della disabilità del bambino, alcuni li eseguo direttamente io sul bambino, e altri li propongo attraverso attività ludiche (gioco, musica, canzoncine, ritmica) e non con la loro esecuzione classica, naturalmente.

In base comunque alla mia esperienza personale, ho visto che il B.G. aiuta il bambino disabile principalmente a rilassarsi dallo stress procurato dalla continua gestione degli stimoli esterni e cioè dal costante apprendimento di ogni singola cosa.

Durante la crescita di un bambino cosiddetto “normale” la maggior parte delle competenze motorio-intellettive vengono acquisite con tutta la loro naturalità, come aprire la bocca quando vuole mangiare, portarsi il cucchiaio alla bocca, prendere il bicchiere con la mano quando ha sete… avviene tutto spontaneamente senza alcuno stress di apprendimento.

In molti casi di disabilità, invece, ogni piccola cosa deve essere conquistata e sudata da parte del bambino e quindi anche quello che sembra essere un piccolo e banale apprendimento, diventa fatica e stress.

Gli esercizi di B.G. riducono questo stress in quanto sviluppano una maggiore percezione del proprio corpo e delle proprie abilità, il bambino si sente più sicuro nei movimenti e quindi diventa più attivo nel prendersi cura di sé e della gestione generale delle cose quotidiane.

Nei casi meno gravi, con il B.G., aumentando la percezione del sé e del mondo circostante, il bambino si sente più libero di esprimersi, i momenti di isolamento e di passività diminuiscono, le attività quotidiane più ripetitive diventano automatizzate e svolte con iniziativa e presenza.

Quindi i principali risultati del B.G.:

- il rilassamento, grazie alla centratura, permette al bambino una migliore gestione dell’emotività, che in un bambino disabile è all’ennesima potenza!

- il sentirsi più tranquillo gli permette di guardarsi intorno e di aprirsi ad una maggiore socializzazione;

- la sua espressività, intesa come comunicazione del sé, aumenta a tutti i livelli e non solo con il linguaggio;

- l’apertura e la coordinazione tra loro degli organi sensoriali gli donano sicurezza nelle proprie capacità (qualsiasi esse siano), lo motivano e lo fanno aprire con tutti i canali all’apprendimento della vita;

-  aprendo la percezione aumenta la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie capacità donando al bambino attività e presenza durante la giornata (non aspetta più che gli altri gli dicono di fare le cose: togliti il giubbotto, togliti il cappello, vai a fare la pipì… ma lo fa da solo al momento opportuno) e sceglie da solo le cose che più gli interessano e gli piacciono;

-  grazie alla percezione e all’equilibrio della tridimensionalità, il bambino viene aiutato nel non identificarsi più con l’adulto, ma a sviluppare la propria individualità, a fare chiarezza su chi è lui ed uscire dalla confusione;

- risvegliando il cervello, è come se tutto si risvegliasse dentro e fuori il bambino, inizia a vedere il mondo e le persone che lo abitano, entra in “relazione”;

- lavorando con il corpo, le tensioni e le contrazioni muscolari dovute alle posizioni spastiche e allo stress dovuto da uno stato di sforzo permanente, si allentano permettendo un flusso energetico dal corpo al cervello e viceversa sempre più regolare ed equilibrato, per non parlare del benessere proprio fisico che avverte il bambino.

In riferimento alle attività prettamente scolastiche, i risultati sono molto legati a quello che ho detto sopra.

Mia figlia per esempio è riuscita a scrivere in stampatello le lettere dell’alfabeto, a memorizzarle (grazie all’otto degli alfabeti) e a scrivere qualche parolina sotto dettatura, e così anche per i numeri e le piccole operazioni di calcolo, a disegnare se stessa e gli altri con un corpo e non solo con la testa, a tenere correttamente la penna in mano, ad usare la giusta pressione nello scrivere, a mettere una lettera accanto all’altra e a scrivere sul rigo con le lettere tutte uguali come dimensione, adesso va anche a lezioni

Brain Gym nella scuola

Brain Gym nella scuola - La Capanna dell'Anima

Perchè portare il Brain Gym nella scuola

L’obiettivo principale del Brain Gym nella scuola, e non solo nella scuola, è quello di alleviare lo stress di apprendimento che porta ad un accumulo di energia nella testa e a ristabilire uno stato di equilibrio e centratura, grazie al quale possiamo rientrare in contatto con il nostro corpo e il nostro cuore.
Essere in contatto con il proprio corpo vuol dire entrare in un apprendimento globale in cui la sperimentazione affianca i libri scritti e le teorie, affinchè ciò che si sta apprendendo non sia destinato a perdersi nel tempo o a finire nel dimenticatoio.
Quello che viene imparato con l’esperienza diretta e vissuta, rimane nel corpo come parte integrante di crescita e di consapevolezza ormai acquisita.
Il Brain Gym, con i suoi movimenti e i piccoli massaggi di apertura e riequilibrio energetico, permettono di apprendere con entrambi i livelli corpo-mente e di trovare la giusta partecipazione e motivazione nel voler imparare ciò che la scuola e la vita ci presentano ogni giorno.
Grazie al Brain Gym i giovani possono sperimentare che non esiste solo un cervello per studiare, ma anche un coinvolgimento emotivo, un sentimento, un cuore, che li aiutano a comprendere il significato della scuola e il perché viene richiesto loro tanto impegno.
Se questo concetto arrivasse allo studente fin dall’inizio, e cioè che la scuola non è solo un’istituzione obbligatoria da subire, ma è in particolare uno strumento e un canale a sua disposizione per imparare a crescere, egli ritroverebbe quella sana motivazione ed entusiasmo di quando aveva 5 anni, quando il desiderio di imparare a leggere e a scrivere era dettato unicamente dalla spinta naturale ad evolversi grazie alla conoscenza.
Ma perché questo entusiasmo viene perso nel tempo?
Perché il divertimento e il piacere di crescere e di andare avanti vengono immancabilmente sostituiti dallo stress dei voti, dei giudizi, delle verifiche, del confronto, della competizione, dell’ansia da prestazione, delle aspettative, delle pretese da parte della famiglia e degli insegnanti, trasformando la scuola in un tribunale che dimentica chi sei e davanti al quale devi dimostrare solo le tue capacità cognitive e di apprendimento, tralasciando il resto.
Allora sì che la scuola diventa pesante e lo studente perde la leggerezza innata e la gioia di imparare.
Imparare non vuol dire dimostrare, vuol dire crescere e portare fuori l’essere speciale che è in ognuno di noi e che, allo stesso tempo, ci contraddistingue e unisce agli altri, integrandoci nelle nostre diversità.

*****************
In questo mondo di oggi, altamente tecnologico e così decentrato, possiamo “difenderci” solo rimanendo integri e centrati.
Il cuore è al centro, chi sa stare nel proprio cuore è una persona presente.
Se il cuore è bloccato e distaccato dal cervello, viviamo la vita in contatto con le nostre paure più radicate, che inibiscono la progettualità e il desiderio di nuove esperienze.
La paura nel corpo genera il rilascio di tossine e sostanze che ci fanno stare sempre sul “chi va là”, in uno stato di allerta e di vigilanza.
I muscoli, inoltre, in special modo quelli posteriori delle gambe, attivano il riflesso tendineo procurando rigidità nelle ginocchia, nelle anche e in tutta la spina dorsale, attraverso la quale dovrebbe scorrere, in modo fluido e naturale, il liquido cerebrospinale che porta energia ed efficienza al cervello e a tutti gli organi sensoriali di ricezione ed espressione.
In questo stato di apprensione, è più facile perdere l’autostima, la fiducia in se stessi e di conseguenza il desiderio di andare verso la vita con nuovi progetti e nuove idee da realizzare (presupposti fondamentali a qualsiasi età, tanto più in età scolare).
Questa è la base su cui Paul Dennison, psicopedagogista e kinesiologo, dislessico dalla nascita, ha sviluppato il metodo Brain Gym – Kinesiologia Educativa.
Grazie al Brain Gym possiamo ritrovare l’energia del cuore e la forza vitale, riportando cuore e cervello alla stessa frequenza, in uno stato di presenza e coerenza.
In questo modo il cervello e il corpo possono rilassarsi e sviluppare le giuste sostanze che permettono di riappropriarsi dell’entusiasmo di essere nel posto giusto al momento giusto, anche quando siamo a scuola.
La scuola così diventa un supporto, diventa un’amica, uno strumento a disposizione dello studente.
Quante volte lo studente si chiede: “Ma a cosa mi serve stare qui? A cosa mi servono tutte queste ore sui libri?” senza trovare una risposta plausibile e, con uno sbuffo, riabbassa gli occhi sul libro continuando a studiare a testa bassa.
Il risultato è che finisce per subire l’apprendimento e non utilizzarlo attivamente a suo favore.
*******************
Il vero apprendimento avviene con tutto il corpo e non solo con il cervello.
Il corpo deve partecipare all’apprendimento, così come ha partecipato fin dalla nascita a tutte le sue tappe evolutive (muoversi nella culla, strusciare, gattonare, mettersi in piedi…).
E’ il cervello ad essere una parte del corpo, non il corpo una parte del cervello.
Più il corpo si muove, più il cervello apprende in modo naturale, senza dover trovare escamotage o altri modi compensativi.
Il cervello cresce e si sviluppa grazie all’esperienza nello spazio che il corpo gli fa fare con il suo naturale movimento.
Se io oscillo dondolando sui piedi da sinistra a destra, il mio cervello registra che ci sono due lati e per farlo deve attivare necessariamente i due emisferi.
Lo stesso accade negli altri movimenti e con le aree cerebrali annesse, per esempio andando avanti e indietro o in su e in giù.
Corpo e cervello lavorano entrambi nella tridimensionalità.
Più si muovono intorno ad un centro e il corpo lo sperimenta, più il cervello si sviluppa in ogni sua parte.
Senza il “contributo” del corpo la tridimensionalità viene “registrata” dal cervello in modo artificiale, così come tutto il resto dell’apprendimento, scolastico e non.
Sulla scia di questi concetti, nella scuola e per lo studio in generale, stare seduti non è certamente l’ideale! Stando seduti si può solo subirlo l’apprendimento.
La ricerca dimostra che il vero apprendimento arriva attraverso l’esperienza e alcune statistiche hanno largamente provato quanto è importante muoversi durante lo studio.
Per esempio, in alcune classi, è stato osservato un notevole aumento delle capacità di attenzione e concentrazione solo togliendo le sedie e sostituendole con dei grandi palloni su cui gli allievi potevano stare a sedere e muoversi con il bacino da dove parte il liquido cerebrospinale.
Lo stare fermi a sedere porta stanchezza e l’insegnante che ne è a conoscenza grazie al Brain Gym, può aiutare i suoi allievi a non stancarsi, facendoli alzare ogni tanto per pochissimi minuti per fare due o tre semplici e divertenti movimenti.
Ogni allievo ha una grande capacità innata di apprendere e non ha bisogno di essere cambiato o migliorato, ha solo bisogno di muoversi e, attraverso il movimento, far muovere anche il suo cervello.
Se osserviamo i bambini piccoli con la loro spontaneità, sono costantemente in movimento.
I bambini sono sempre totalmente coinvolti nei loro obiettivi di conoscere e imparare qualcosa di nuovo, sia se sono pentole, coperchi o pennarelli, dobbiamo cercare di tirare fuori quello che già c’è dentro di loro, senza perdere di vista il loro interesse.
Questa è la Kinesiologia Educativa.
A scuola il movimento si rende estremamente necessario soprattutto per tutti gli alunni di emisfero destro e per quelli che hanno come canale di apprendimento quello cinestetico.
Sono loro che incontrano maggiori difficoltà se sono costretti a rimanere fermi per ore dietro ad un banco, a comprendere solo leggendo libri.
***************
I movimenti Brain Gym sono stati ispirati da movimenti che il bambino fa già spontaneamente.
Grazie al Brain Gym è possibile tornare ad uno stato di equilibrio “originario”, uno stato che il nostro corpo conosce molto bene.
Imparare all’interno di un sistema basato sullo stress, si può certamente avere successo, ma affinchè l’apprendimento possa diventare utile e globale, non può avvenire solo con il cervello.
A cosa serve conoscere e imparare nozioni, se poi non lo estendiamo al resto della vita?
Tutte le informazioni passano prima attraverso il centro (stomaco-emozione) e poi vanno nelle altre direzioni.
Prima di andare a collegarsi ad altre informazioni nel nostro cervello, ogni cosa passa attraverso le emozioni e per riuscire ad ascoltarle, dobbiamo essere in contatto con il nostro corpo.
Il cervello registra tutto ciò che arriva dal corpo.
Per un bambino basta un commento negativo da parte di una maestra su un suo disegno, che il trauma è già avvenuto nel corpo e nel cervello e tutte le volte che andrà per disegnare qualcosa non lo farà più liberamente e spontaneamente, perché la paura di sbagliare condizionerà non solo la sua espressione creativa, ma anche la sua manualità fine e la fluidità del gesto.
Il cervello è come un bambino di 6-7 anni che va educato a lasciar andare le paure e i traumi, che ancora da adulto lasciano legati a schemi e comportamenti che non servono più.
Il giudizio può farci ritirare per tanto tempo dietro le quinte, facendoci usare solo la parte del cervello cosiddetta “antica”, che ci fa sentire al sicuro e in cui riusciamo a sopravvivere senza doverci esporre.
Con il Brain Gym ci permettiamo di accedere anche a quelle parti del nostro cervello utilizzate per tanto tempo a regime ridotto e di entrare in un nuovo modo di essere, più vero, spontaneo e genuino, riportandoci ad accettare noi stessi e ad amarci per così come siamo.
Per questo,
riportiamo l’amore nella scuola, con il Brain Gym!