Giuseppina Rotondi Professionista Olistico per lo sviluppo della coscienza attraverso discipline integrate
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Kinesiologia Educativa

Kinesiologia Educativa - 3 Corsi di Formazione

Kinesiologia Educativa - 3 Corsi di Formazione - Giuseppina Rotondi

Brain Gym® 101 
L'equilibrio n
ella vita quotidiana


Corso di Formazione Brain Gym aperto a tutti, in particolare: 
Insegnanti, Pedagogisti, Educatori, Allenatori sportivi, Genitori


18 - 19 - 20 - 21 Luglio 2019 
TOT. 32 ore - Orari 9,30 - 18,30


OCO
Organizzazione Cerebrale Ottimale


Può frequentarlo chi ha già fatto il Brain Gym 101. Particolarmente indicato per Insegnanti, Pedagogisti, Educatori, Allenatori sportivi, Genitori

data da definire
TOT. 16 ore - Orari 9,30 - 18,30


Brain Gym® 104
Impara a Muoverti, Muoviti per Imparare


Per Insegnanti/Docenti di ogni ordine e grado aperto a genitori, nonni, educatori operatori dello sport e del sociale.
Per una migliore gestione di un Gruppo Ragazzi e un Apprendimento più fluido, immediato e permanente nel tempo.

1 - 2 Maggio 2019
TOT. 16 ore - Orari 9,30 - 18,30

Cosa è il Brain Gym® 101

Corso di Formazione Brain Gym aperto a tutti, in particolare: Insegnanti, Pedagogisti, Educatori, Allenatori sportivi, Genitori

In questo corso, considerato la base di tutto il percorso formativo, i partecipanti impareranno come usare i 26 movimenti di Brain Gym® e come applicarela procedure dei bilanciamenti seguendo le 5 tappe fondamentali per facilitare ogni nuovo apprendimento.

Il corso è aperto a tutti ed è il primo step nella formazione professionale per diventare consulenti e insegnanti di Brain Gym®. 


ATTESTATO

Rilascio del certificato ufficiale della Educational Kinesiology Foundation Ventura California, USA - (Brain Gym® International). 
E' la base per diventare Brain Gym Instructor&Consultant.
Brain Gym è un marchio registrato della Educational Kinesiology Foundation, Ventura, CA


Su richiesta il corso può essere riconosciuto dal MIUR.


Conoscenza e sperimentazione dei 26 esercizi di Brain Gym

Per imparare a conoscere il Brain Gym® e sperimentare personalmente i 26 movimenti che consentono:
- di attivare ed integrare i due emisferi cerebrali per una migliore coordinazione motoria, visiva, uditiva, sviluppando le capacità di lettura
e scrittura, rafforzando l’autostima e la fiducia in se stessi.
- di stimolare ed integrare la tridimensionalità in cui lavora il nostro cervello, per ottenere maggior successo nella matematica e sviluppare oltre che la creatività anche la comprensione, la comunicazione e l’organizzazione.

Apprendere con il movimento
Atteggiamento positivo - vedere - ascoltare - scrivere - movimenti corporei

Imparare ad usare il test muscolare kinesiologico
- Imparare a formulare un obiettivo “positivo, attivo, chiaro, energetico”. 
- Individuare con il test muscolare le difficoltà che vi sono rispetto all’obiettivo (motivazione, vista, lettura, coordinazione occhio-mano, ascolto e comprensione, scrittura, movimenti corporei). 
- Individuare gli esercizi Brain Gym® attraverso i quali, sviluppando l’integrazione tra i due emisferi cerebrali, si arriva al bilanciamento tra mente e corpo per favorire il raggiungimento dell’obiettivo.

Comunicazione - organizzazione - comprensione
- Imparare i tre specifici test muscolari kinesiologici attraverso i quali si individua la dimensione (Lateralità / Centraggio / Focus) in cui vi sono le maggiori difficoltà rispetto all’obiettivo prefissato. 

- Individuare gli esercizi Brain Gym® che favoriscono l’integrazione multidimensionale e che aiuteranno il sistema mente - corpo ad attingere a tutte le proprie potenzialità per il raggiungimento dell’obiettivo.

Giuseppina Rotondi (Brain Gym Teacher) è consulente autorizzata da:
EDUK-BRAINGYM® NETWORK ITALIA, l'unica associazione italiana approvata e riconosciuta ufficialmente come affiliata alla Educational Kinesiology Foundation Ventura California USA.


COSA E' IL BRAIN GYM

Il BRAIN GYM®, ginnastica per il cervello, fa parte della Kinesiologia Educativa. Ha conosciuto il suo primo sviluppo agli inizi degli anni ’80 per merito dello psicopedagogista Paul Dennison e dei suoi studi nell’ambito dei processi di apprendimento attraverso il movimento.

Nel 1991 è stato riconosciuto come una delle migliori tecniche per il training dell’apprendimento dalla National Learning Foundation. 
Da diversi anni viene praticato con successo negli ambiti più vari (scolastico, musicale, lavorativo, sportivo) sia negli Stati Uniti che in Europa (Inghilterra, Scandinavia, Germania, Francia, Svizzera).
Il Brain Gym® è nato in risposta ai bisogni di bambini con difficoltà scolastiche come dislessia, disgrafia, discalculia, ed è rivolto inoltre a tutti gli adulti che desiderano attingere naturalmente e in modo globale alle proprie capacità intellettive, al fine di dare il meglio di se stessi.
Il Brain Gym® si fonda su una serie di movimenti con i quali vengono attivate funzioni cognitive, quali la comprensione, la comunicazione e l’organizzazione, elementi essenziali in ogni ambito della vita quotidiana. 
Inoltre, attraverso test muscolari, consente di individuare l’origine delle difficoltà, rilassare il corpo e trovare quali esercizi possano essere efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo in esame. 
L’equilibrio raggiunto tra ragione - emozione - istinto evita l’accumulo di stress psicofisico (causa di scarsa memoria, stati confusionali e disorganizzazione) rafforzando l’autostima e la sicurezza nelle proprie capacità.

GIUSEPPINA ROTONDI RICEVE PER INCONTRI INDIVIDUALI (BILANCIAMENTI)

Cosa è Brain Gym® 104 - "Impara a Muoverti, Muoviti per Imparare

Per Insegnanti/Docenti di ogni ordine e grado aperto a genitori, nonni, educatori operatori dello sport e del sociale. Per una migliore gestione di un Gruppo Ragazzi e un Apprendimento più fluido, immediato e permanente nel tempo.

FINALITA’ e CONTENUTI 

• Fornire gli strumenti per una migliore gestione di un gruppo, che aiuti bambini e ragazzi ad assumere un atteggiamento calmo e rilassato e movimenti armonici e consapevoli nelle relazioni interpersonali affrontando il processo di apprendimento in modo Positivo, Attivo, Chiaro, Energetico; 

• Rinforzare e rendere fluide e naturali le competenze psicofisiche legate ai processi coinvolti nella letto-scrittura, nello studio e nelle prestazioni artistiche e sportive, lavorando nelle tre dimensioni in cui il nostro corpo si muove naturalmente: avanti e indietro, alto e basso, destra e sinistra.

1. Il Movimento come porta dell’Apprendimento: le competenze fisiche come pre-requisiti e il contributo della Kinesiologia Educativa e di Brain Gym® 
2. Osservazione e Auto-Osservazione dei punti critici e dei punti di forza di ognuno.
3. Attivazione dei sensi e di schemi motori e posturali funzionali
4. Capacità di coordinazione oculo-manuale e potenziamento della tridimensionalità del proprio schema corporeo (destra-sinistra, alto-basso, davanti-dietro)
5. Integrazione corpo-mente-emozioni
6. Movimenti di Brain Gym® per un Atteggiamento calmo e positivo e per una migliore Organizzazione
7. Movimenti di Brain Gym® per favorire la Lateralità e una efficace Comunicazione verbale e non verbale
8. Movimenti di Brain Gym® per l’Attenzione e Focalizzazione e una Comprensione più immediata
9. Suggerimenti per l’attivazione di contesti formativi facilitanti
10. Lavoro di gruppo sull’applicazione pratica nelle diverse realtà dei partecipanti 

ATTESTATO
• Rilascio di Certificato di Formazione IRSEF - Istituto Ricerche e Studi sull’Educazione e la Famiglia - riconosciuto dal MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) con decreto prot. n° 426/C/3 del 23/01/2004 presente nell’Elenco dei soggetti accreditati/qualificati per la formazione del Personale della Scuola.

QUOTA PER LA PARTECIPAZIONE
• € 250,00, da versare con Bonifico.
• La quota comprende il manuale didattico.

Cosa è OCO - Organizzazione Cerebrale Ottimale

Corso di Formazione OCO - Organizzazione Cerebrale Ottimale aperto a tutti, in particolare: 
Insegnanti, Pedagogisti, Educatori, Allenatori sportivi, Genitori

Ricercare i propri talenti e utilizzarli grazie a specifici bilanciamenti sulle dominanze emisferiche e corporee.

Ricercare e sperimentare il proprio e singolare Profilo di Dominanza corporea ed emisferica, aiuta a conoscere i propri “canali preferiti” che, in assenza di stress, diventano i talenti per il successo e la realizzazione di progetti e/o attività che richiedano impegno e capacità di integrazione corpo-mente.

Le Dominanze corporee rappresentano i nostri canali di “fuori-uscita” delle informazioni in ogni ambito di apprendimento e determinano, insieme alla Dominanza emisferica, modalità diverse di elaborazione, comportamento e atteggiamento in ognuno di noi.

Il Corso prevede l'acquisizione delle procedure dei suddetti bilanciamenti. Inoltre aiuta a conoscere gli strumenti utilizzati per individuare il proprio Profilo e quello degli altri e ad aprirsi alle diversità di risposta in relazione alla vita quotidiana (coppia, famiglia, scuola, lavoro).

Nella scuola, ad esempio, conoscere il Profilo di Dominanza del singolo alunno, aiuta a capire quali sono i suoi “canali preferiti” di apprendimento, ad ottimizzare i suoi talenti e le sue risorse e perfino ad individuare nell’aula il posto ottimale per favorirlo nell’attenzione e nella concentrazione.

Il Brain Gym nella “diversità”...

Giuseppina Rotondi, Teacher di Brain Gym


Brain Gym per il corpo

Il motto del Brain Gym è il movimento è la porta per l’apprendimento.

Ma cosa accade al Brain Gym di fronte a un corpo con difficoltà di movimento o totalmente inabile?

Il Brain Gym nasce come un insieme di attività corporee che agiscono su corpo, mente e spirito, allevia lo stress e funziona anche in modo passivo. A tale proposito, durante un corso a Zurigo, è stato molto illuminante per me il racconto di Paul Dennison con il quale dava spiegazione di quanto fosse efficace il Brain Gym anche quando non può essere eseguito attivamente; una sua carissima amica, che conosceva molto bene il Brain Gym, era riuscita a riprendersi in modo eccellente da un ictus facendolo insieme alle altre terapie di protocollo. Solo che, impossibilitata al movimento, l’unico modo per “eseguire” gli esercizi era stato quello di chiudere gli occhi e visualizzarli.

Il più delle volte nel campo della disabilità ci troviamo di fronte a bambini che non hanno avuto la possibilità di sperimentare con il corpo le varie tappe evolutive e di conseguenza uno sviluppo psicomotorio naturale. Quando questi bambini entrano a far parte del mondo della scuola, si trovano a confrontarsi con grandi difficoltà di apprendimento, in quanto sono richiamati ad utilizzare capacità cognitive che non hanno sviluppato in modo naturale a causa del loro scarso movimento corporeo. L’apprendimento naturale arriva quando il bambino si riconosce in un corpo fisico al centro di uno spazio tridimensionale. Se questa esperienza non c’è stata nei primi anni di vita l’apprendimento diventa possibile solo adottando strategie di compensazione, penalizzando però entusiasmo e creatività. Lo sforzo di adattamento provoca un notevole stress che genera nel bambino frustrazione, chiusura e scarsa collaborazione. 

La particolarità del Brain Gym di poter essere efficace anche quando viene eseguito passivamentelo rende adattabile a qualsiasi caso e situazione di disabilità, mettendo tutti, abili e non abili, sullo stesso piano di apprendimento. E’ una grande qualità quella del Brain Gym di offrire alla persona disabile un campo di sperimentazione alla pari degli altri, predisponendolo alla fiducia, all’entusiasmo e alla considerazione.

 

Brain Gym per la relazione

Prima di andare avanti ci tengo a precisare che, anche se la mia esperienza è rivolta maggiormente ai bambini, il lavoro con il Brain Gym è utile a qualsiasi età e con qualsiasi tipo di disabilità. 

Premesso ciò, nella mia esperienza professionale e personale in quanto madre di una figlia disabile dalla nascita, ho potuto osservare come il Brain Gym porti benessere al bambino e allo stesso tempo alle persone che lo accudiscono.

I primi anni di scuola, mia figlia Maria Laura veniva sempre “valutata” in base ai parametri dettati dalle statistiche anziché per le sue reali capacità. Dopo l’ingresso del Brain Gym nella nostra vita i suoi miglioramenti sono arrivati uno dopo l’altro, smentendo così qualsiasi pronostico fatto all’inizio dell’anno scolastico. Inoltre ho visto che, praticato anche dai suoi educatori di sostegno, il Brain Gym ha aperto i confini a una relazione prima stereotipata e scandita da comandi fini a sestessi. Ha aperto gli spazi della mente e del cuore creando nuovi canali, nuove modalità di comunicazione, intesa ed empatia. Ha creato uno spazio di rispetto e accettazione, attraverso un lavoro più disteso e rilassato, libero da ansie da prestazione per entrambe le parti.

Nel tempo ho potuto osservare come il Brain Gym abbia aiutato mia figlia a rilassare le tensioni provocate dalle innumerevoli richieste esterne, che tendevano a farla ritirare e a mostrare meno le sue reali capacità. I suoi educatori hanno iniziato a prendere fiducia in se stessi e a spostare l’attenzione da quelle che erano viste come mancanze alle risorse e capacità naturali di Maria Laura. Le proposte di lavoro non si basavano più su ipotesi azzardate o secondo sequenze predefinite, ma venivano fatte in base alle capacità osservate e integrate nella bambina. In questo modo anche Maria Laura ha potuto acquisire sempre di più fiducia in se stessa e trovare la motivazione e il piacere di imparare.

 

Brain Gym per l’anima

L’educatore ha il compito di aiutare il bambino a sentirsi sicuro nel proprio corpo, anche in presenza di un alto grado di disabilità. Con i movimenti di Brain Gym, eseguiti anche passivamente, qualcosa accade, e il primo passo è quello di scoprire di avere un’anima e soprattutto un corpo a sé stante dagli altri. Nonostante il bambino resti dipendente dall’adulto per le sue necessità quotidiane, ha la possibilità di attivare un processo “interno” di indipendenza che, nei casi meno gravi, può riflettersi anche all’esterno. Cambia il modo di vedere sé stesso, inizia a percepirsi un individuo e non un’appendice, diventa partecipe alla vita, attivo nelle piccole grandi cose quotidiane ed è sempre più desideroso di prendersi cura di sé, di ascoltare i propri bisogni, di imparare a comunicarli e a non delegarli più all’interpretazione altrui. E’ un cambiamento che parte dall’interno e non importa se nella pratica ha ancora bisogno delle braccia e delle gambe altrui. Il bambino si sente sempre più sicuro, più accolto e accettato e quindi libero di esprimersi. I gesti che fino ad allora lo hanno portato ad isolarsi nel suo mondo protetto diminuiscono e le attività quotidiane diventano automatiche e vengono svolte con iniziativa e presenza.

Mia figlia grazie al Brain Gym ha alleviato molte tensioni nel corpo dovute a una postura contratta a causa della sua iniziale spasticità. A scuola è riuscita a scrivere in stampatello, a memorizzarelettera per lettera, a scrivere qualche parola sotto dettatura, a tenere correttamente la penna in mano, a usare la giusta pressione, a scrivere le lettere con la stessa dimensione, a scrivere sul rigo. Ha iniziato a disegnare le persone con un corpo e non solo con testa e braccia. E’ stato notevole in lei l’aumento dell’attenzione e soprattutto dei tempi di concentrazione per portare a termine un compito. Ha iniziato a percepirsi un corpo e un’anima.

 

Brain Gym per l’azione

Come suggerisce la stessa parola “diversità” non esiste una disabilità uguale all’altra e quando lavoro con il Brain Gym ogni incontro è una sorpresa, non so mai in che direzione mi porta.Quando ancora non conosco bene il bambino, mi faccio aiutare dalle carte che raffigurano i 26 movimenti Brain Gym e poi mi lascio guidare dal gioco e dalla continua osservazione della postura e dell’entusiasmo del bambino. Mi accorgo subito quando un esercizio non è adatto al momento, perché il suo corpo si irrigidisce, il viso si contrae e il sorriso svanisce. Cerco allora di ricreare una situazione di gioco possibilmente accompagnato dalla musica e da canzoncine ritmate, senza pretendere da me stessa e dal bambino la perfezione nell’eseguire gli esercizi. A seconda della disabilità e del grado di difficoltà dell’esercizio creiamo insieme il modo più adatto a lui. In quei momenti la creatività non deve avere confini…

 

Brain Gym per la vita

Durante una crescita cosiddetta “normale” le competenze motorio-intellettive si sviluppano nel bambino in modo del tutto naturale, come per esempio aprire la bocca quando mangia, portarsi il cucchiaio alla bocca, prendere il bicchiere quando ha sete. Avviene tutto in modo spontaneo e nella totale libertà da stress di apprendimento. In molti casi di disabilità, invece, ogni piccola cosa può diventare faticosa e stressante, e anche quella che sembra la più banale deve essere conquistata e sudata. Grazie al Brain Gym è possibile raggiungere uno stato di equilibrio e centratura e il rilassamento che ne deriva permette al bambino di gestire al meglio non solo i suoi limiti ma anche l’emotività che, in caso di disabilità, raggiunge i massimi livelli. La tranquillità e il rilassamentopermettono al bambino di guardarsi intorno e di aprirsi a una maggiore socializzazione aumentando l’espressione di sé ad ogni livello. Favorendo l’apertura e la coordinazione degli organi sensoriali il bambino acquista sicurezza nelle sue capacità, qualsiasi sia il suo grado di abilità.

Il Brain Gym allena inoltre la percezione e l’equilibrio tra le tre dimensioni (alto-basso, destra-sinistra, avanti-dietro) aiutando il bambino a sviluppare un desiderio di indipendenza, di non identificazione con l’adulto e a fare chiarezza sui ruoli per sviluppare la propria individualità euscire dalla simbiosi con l’altro. Le frasi a comando fino ad allora necessarie, come “togliti il giubbotto, togliti il cappello, vai in bagno…”, possono rimanere come input quando realmente necessarie per azioni sempre più consapevoli ed integrate. Risvegliare il cervello vuol dire risvegliare tutto, sia dentro che fuori, e il bambino può accorgersi che esiste un mondo e delle persone che lo abitano, scoprire la gioia della condivisione e sentirsi sicuro nello staccarsi piano piano dalle relazioni basate solo sul bisogno. Inizia a scegliere le cose che desidera e che lo soddisfano, inizia a scegliere la vita.

 

MATTIA E LA SUA TESINA

Brain Gym per la scuola

Mattia è un ragazzo che seguo da diversi anni con il Brain Gym e altre attività psicocorporee.Grazie a lui e al lavoro fatto insieme ho potuto vivere un momento veramente speciale,un’esperienza unica che può essere da stimolo e suggerimento a chi lavora con la disabilità. Ho conosciuto Mattia all’età di 13 anni quando frequentava la Scuola Media di Monterenzio insieme a Maria Laura. Erano gli unici ragazzi certificati; con la loro unicità hanno oltrepassato ogni tipo di barriera diventando amici per la pelle ed entrando in una dimensione di forte intesa e complicità che ancora oggi li unisce in un modo unico e speciale.

La prima volta che ho visto Mattia il mio sguardo di Counselor e di Teacher di Brain Gym è statosubito attratto dai suoi occhi “parlanti” e saggi e quando la madre mi ha chiesto di iniziare un percorso con lui è stato un vero onore per me: la disabilità è un grande dono per tutti. 

Ed è così che io e Mattia, con il “supporto” di Maria Laura, abbiamo iniziato la “nostra collaborazione”. Le sue difficoltà, ancora oggi sono la parola, la coordinazione motoria e la manualità fine, ma Mattia è riuscito a fare passi da gigante e a stabilire in poco tempo un contatto attivo con il mondo esterno. Quando poi si è dovuto trovare a confrontarsi con il divario inevitabile che si presenta alle Scuole Superiori, il Brain Gym si è rivelato un anello di comunicazione utile e divertente per lui e per tutti! Ma fino ad allora l’insegnante di sostegno ha continuato a chiedersi se Mattia fosse in grado di capire e comprendere le cose che gli venivano dette. Proprio per queste impenetrabili difficoltà relazionali e comunicative è stato possibile creare un collegamento tra le attività pomeridiane di Mattia e il suo tempo a scuola, grazie all’intervento della madre nell’indicarmi come persona di riferimento per le competenze e le abilità di Mattia. 

 

Brain Gym per l’integrazione

Non ho potuto fare a meno di notare come di fronte a una disabilità è molto facile che si creino situazioni di disagio, frustranti per tutti coloro che le vivono; in primis il ragazzo, poi a ruota i genitori, il docente di sostegno, gli altri professori e non per ultimi i compagni di classe. 

Dopo essermi recata a Scuola a confermare, dal mio punto di vista, l’intelligenza sopraffina diMattia, il ragazzo ha potuto beneficiare dell’apertura della sua insegnante di sostegno e della sua capacità di rimettersi in gioco e ricominciare con un nuovo sguardo. Sono riusciti insieme a portare il Brain Gym nella loro scuola, creando momenti di incontro con tutta la classe prima della lezione di inglese: l’insegnante di inglese si era resa disponibile alla sperimentazione di questo progetto integrativo, accettando che venissero “tolti” 5 minuti alla sua ora di lezione. Mattia felice di questa attenzione da parte di tutti, in piedi davanti alla cattedra, dava il meglio di sé e con grandi sorrisi mostrava ai suoi compagni e alla professoressa gli esercizi di Brain Gym mentre loro cercavano diimitarlo. Sono stati momenti di grande gioia, gratificazione e solidarietà per tutti. Finalmente poteva esserci uno scambio e una comunicazione. E così è continuato fino all’ultimo anno, beneficiando tutti degli effetti del Brain Gym. 

 

Brain Gym per gli esami

A una sola settimana dall’esame di maturità, mi chiama sconcertata la mamma di Mattia: “Pina! Non vogliono far fare l’esame a Mattia! Dicono che non hanno nessun materiale per fare la tesina e che tanto per lui è lo stesso!”. Le dico di non perdersi d’animo perché sicuramente avremmo escogitato qualcosa. Era troppo importante per Mattia presentarsi di fronte a una commissione come tutti gli altri compagni di classe. Finalmente una grande occasione per uscire allo scoperto e mostrare ciò che in cinque anni di scuola aveva realizzato. Ogni giorno componeva puzzle di tutti i tipi (Mattia è un asso dei puzzle!), faceva fotocopie per i professori, si impegnava ad andare a scuola e restare ore e ore in un posto “difficile” per lui… e non aveva materiale da portare all’esame?! Aveva anche portato una grande innovazione: il Brain Gym in classe! Non potevano essere queste le “materie” da valutare?

Purtroppo agli occhi di chi vive una normalità quotidiana, tutto questo lavoro spesso può passare inosservato. Allora ci siamo rimboccati le maniche e con un buon grado di attenzione e di osservazione abbiamo fatto diventare ogni piccolo grande passo di Mattia un ottimo materiale su cui costruire una tesina e un esame di maturità. Improvvisamente dal niente è arrivata l’abbondanza! Il confrontarsi con gli altri, il coraggio di esporsi, la capacità di rimanere centrato su un compito, il riuscire a restare nella relazione, l’eseguire un esercizio senza distrarsi, erano tutte capacità che Mattia in cinque anni aveva acquisito in un ambiente scolastico fatto di adolescenti frenetici e caotici, con docenti troppo presi e “costretti” dai loro programmi. Nonostante tutto era riuscito a venire fuori dal suo mondo, aveva appreso di essere un individuo e imparato ad essere attivo. E’ stato un grande apprendimento per lui. Non aveva imparato storia, geografia o tecnica, ma aveva imparato a stare nella relazione con la vita, aveva imparato a non ritrarsi di fronte alla “riuscita” degli altri, a mostrarsi nonostante i suoi limiti e le sue difficoltà oggettive. Con questa convinzione nel cuore e grazie alla caparbietà dei genitori, l’insegnante di sostegno si è resa disponibile a fargli sostenere l’esame, lei avrebbe preparato il materiale delle attività fatte a scuola, compreso quella di Brain Gym, e noi il materiale di quelle extrascolastiche che sostenevano Mattia a dare il meglio di sé nell’apprendimento scolastico. In soli due giorni siamo riusciti a dare voce a tutto ciò che avevamo osservato in Mattia da quando aveva iniziato a fare attività di Brain Gym. Lo abbiamo fotografato mentre eseguiva i movimenti che nel tempo Mattia era riuscito ad eseguire autonomamente e scrivendo per lui, abbiamo raccontato in prima persona la sua lunga esperienza con il Brain Gym. E’ nata così la tesina “Io e il Brain Gym”, simpatica e allegra proprio come Mattia. I nostri racconti sono stati pienamente “confermati” dalle risate di Mattia e dalla soddisfazione sul suo volto quando ha consegnato la tesina alla commissione; i professori, meravigliati della novità hanno voluto eseguire anche loro alcuni movimenti di Brain Gym, soprattutto i “Punti del cervello” al posto del caffè per svegliarsi un po’! 

 

Brain Gym per la crescita

Al termine dell’esame tutti hanno applaudito Mattia con abbracci e strette di mani, lui era al settimo cielo pieno di stima e di orgoglio per essere stato al centro dell’attenzione e per aver portato a termine qualcosa di importante: un’esperienza memorabile per lui che continuerà a nutrire il suo desiderio di crescere ed imparare. Soprattutto nel campo della disabilità a scuola, un esame deve andare oltre al suo significato standard, deve essere considerato come un grande salto quantico, paragonato alla febbre alta durante l’infanzia, è un grande passo che segna nel sistema psico-fisico-spirituale del bambino la conclusione di un ciclo e l’inizio di un altro, è il presente, è l’anello che unisce passato e futuro, è un grande step verso la fiducia, l’autostima, la sicurezza, il desiderio di crescere e andare avanti. Il bambino ha bisogno di vivere in prima persona questi momenti per fissare dentro di sé la forza personale che lo ha portato di fronte a una commissione, al di là di ogni valutazione. Gli esami inoltre aiutano a prendere coscienza dello spazio temporale, all’interno del quale si sviluppa il senso del ritmo, della quotidianità e della vita. Anche se Mattia non potrà raccontarla con le parole, questa esperienza rimarrà per sempre dentro di lui e continuerà a vivere nel suo corpo e nel suo cervello.

Mattia per ora sa pronunciare solo alcune parole (“papà”, “cao” per dire ciao, “ma” per dire mamma), ma grazie alla sua tesina è riuscito a far arrivare un grande unico messaggio: che quando siamo disposti a cambiare la prospettiva, tutto diventa possibile e realizzabile.

 

Brain Gym per riflettere

Questa esperienza è stata per me un ulteriore grande insegnamento di integrazione e di uguaglianza e a tale proposito desidero anch’io concludere con lo stesso pensiero che ha concluso la tesina di Mattia. Accompagnato da una foto di un puzzle che Mattia aveva fatto dopo una gita scolastica a Venezia (un quadro di Signac), abbiamo concluso la tesina con un messaggio di apertura e condivisione, che va al di là di ogni tecnica e pregiudizio:

“Tutti noi, ognuno nella sua diversità, siamo pezzetti di qualcosa di più grande, pezzetti che come in un puzzle, staccati restano incompiuti, uniti formano un unico quadro colorato, senza più distinzioni né separazioni”.